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Scelte e Cambiamento ep.1 – Opzioni e conflitto

Ogni scelta a cui ci troviamo di fronte – per decisiva, sconvolgente o leggera che sia – è un “conflitto” che si sprigiona dentro di noi. Come e se risolviamo questo conflitto, dipende dalla nostra consapevolezza e coraggio nell’affrontarlo, come un’armatura che indossiamo che ci protegga abbastanza ma non sia troppo stretta da limitarci nelle nostre azioni.

Definizione di scelta

Scélta s. f. [der. di scelto, part. pass. di scegliere]. – 1.a. Libero atto di volontà per cui, tra due o più offerte, proposte, possibilità o disponibilità, si manifesta o dichiara di preferirne una (in qualche caso anche più di una), ritenendola migliore, più adatta o conveniente delle altre, in base a criterî oggettivi oppure personali di giudizio, talora anche dietro la spinta di impulsi momentanei, che comunque implicano sempre una decisione.1

“Domani sarò ciò che oggi ho scelto di essere.” James Joyce

Quando dobbiamo fare delle scelte tra più offerte, tra diverse situazioni, la scelta dal menù della pizzeria (se non cadiamo sempre in piedi con la classica pizza che ordiniamo da 20 anni a questa parte e che, immancabilmente non ci accontenterà) o tra vari possibili fidanzati (chi non vorrebbe averlo questo dilemma)!

Per semplici e poco influenti che siano nella nostra vita (non i fidanzati, ovvio) le diverse opzioni si presentano ai nostri occhi esibendo tutti i lati positivi della scelta. Un po’ come i venditori al mercato (ormai scene di un passato da film) che facevano a gara a chi urlava più forte le qualità della propria merce, sovrastando le voci degli altri e convincendo le massaie della “scelta giusta” (magari risultante poi in una spiazzante fregatura, ma l’affare comunque era andato in porto, la scelta della massaia compiuta).

Il dilemma

Tranne in quei casi in cui il confronto non ha uguali (il fidanzato super-bello, intelligente, romantico, generoso che ti fa perdere la testa, e la vista, e proprio non vedi altro essere umano degno di nota all’infuori di lui) molto spesso ci troviamo di fronte a dilemmi più o meno amletici.  Non vorremo scegliere, ci piacciono tutte le opzioni per motivi diversi, proprio come i papabili fidanzati che presentano caratteristiche tutte piacevoli e appaganti: quello dolce e presente, il bello e dannato, quello deciso e determinato, quello in perenne o ciclica crisi (questo tanto allettante non lo è a dire il vero, tranne che per le infaticabilmente speranzose crocerossine…).

La paura

Non vogliamo cambiare.

Il cambiamento ci fa paura. lo stato attuale (anche se siamo consapevoli che non è l’ideale, che non può durare e portarci beneficio) ci fa stare bene, tranquilli. Sappiamo quello che abbiamo mentre non conosciamo come saranno le varie opzioni messe in atto (vedi anche Ritorno al futuro ep. 3 – Fast-forward: scelte e cambiamento riguardo alla responsabilità delle scelte e delle conseguenti azioni e sulla proattività). Stephen Covey (in “Le 7 regole per avere successo”) definisce la proattività come “l’iniziativa e il senso di responsabilità necessari per far sì che le cose accadano”: possiamo scegliere come rispondere agli eventi se in modo responsabile e il nostro comportamento deriva dalle nostre decisioni, o se reagiamo agli eventi permettendo che siano questi a controllarci.

“Nel momento della decisione, la cosa migliore che puoi fare è la cosa giusta, la seconda cosa migliore che puoi fare è la cosa sbagliata, mentre la cosa peggiore che puoi fare è non fare nulla.” Theodore Roosevelt

Il conflitto

Ed è allora che il conflitto si palesa, e con esso la tensione e lo squilibrio fra bisogni e motivazioni fra loro contrastanti.2

Il cambiamento

Sappiamo che dobbiamo optare per il cambiamento o continuare sull’altalena della perenne egoistica indecisione di tenere il piede su due staffe, che sappiamo bene essere instabili e ci faranno cadere al primo tentennamento, nostro o delle staffe stesse. Difficile rinunciare ad uno stuolo di pretendenti e alla completezza – apparente – che tale variegata moltitudine (anche se sono in due, la possiamo definire tale) ci può dare. Avere sempre più opzioni a disposizione ci appaga, ci fa sentire forti, fortunati e non ci obbliga a scegliere. Leggere un menù infinito di tipologie di pizze ci piace, anche se sappiamo fin dall’inizio che opteremo per “la solita”, ma d’altronde non si sa mai… una volta o l’altra potremmo azzardare un gusto diverso!

Gli equilibri

In realtà questa non-scelta ci porta inconsapevolemente ma irrimediabilmente ad un gioco di equilibri pericoloso, aggiugniamo via via un pezzo nuovo alle nostre opzioni obbligandoci a rimanere in una costante e faticosa ricerca di stabilità…proprio quella stabilità da cui fuggiamo.

Molto spesso quando mi si palesano troppe possibilità per paura, vigliaccheria, insicurezza di fronte al cambiamento preferiamo lasciar decidere gli eventi per noi (ammirevole esempio di presa di responsabilità!). I papabili fidanzati alla fine decideranno loro per me, magari stanchi della mia egoistica indecisione, o magari optando per l’altra fidanzata che anche loro tenevano in ballo…

“Chi corre dietro a due lepri non ne prende alcuna.” Erasmo Da Rotterdam

Verso la risoluzione

Se non vogliamo rimanere “vittime degli eventi” (e soprattutto senza uno straccio di fidanzato) dobbiamo affrontare il nostro conflitto interiore improntati ad una vera risoluzione, escludendo miseri e meschini atteggiamenti di fuga o ancor peggio di ipocrita noncuranza del conflitto e soprattutto dell’argomento (e parti in causa) del conflitto stesso. Come nella risoluzione dei conflitti né la fuga né l’attacco ci portano ad una soluzione costruttiva: dobbiamo optare per una terza via, una negoziazione fra le parti in causa. Per Ascoltiamo tutte le opzioni senza pregiudizi (nel caso del conflitto interiore, fra le diverse “voci” che palesano i vari bisogni o desideri): la voce razionale, quella istintiva, quella passionale, quella timorosa, quella avventurosa e scendiamo oltre ai pretesti per capire quali sono i veri bisogni che ci spingono verso una scelta o un’altra.

Dobbiamo togliere quell’armatura che, più che proteggersi, ci ingabbia nella nostra indecisione insicurezza per affrontare con leggerezza, ma non superficialità, il cammino scelto. Ma ne dobbiamo essere convinti, senza guardarci indietro (ripensando continuamenti agli altri fidanzati opzionali che ho abbandonato per sceglierne uno solo…). Se poi la strada non si rivelerà quella giusta avrò sempre possibilità di nuovo cambiamento (e nuovo, ennesimo, fidanzato…).

Il tutto affrontando la paura e intraprendendo, armati di coraggio come armatura, la nuova strada, il cambiamento …e il nuovo fidanzato (lasciamo a casa la spada, però). Insomma…dobbiamo scegliere quale pillola prendere e abbandonare il sentiero conosciuto per quello che dovremo scoprire….

“È la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre. Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant’è profonda la tana del Bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più.” Morpheus (alias Laurence Fishburne) in Matrix

Preferisci rimanere tentennante nel tuo orticello (che non ti piace, dilla tutta 😉) o sperimentare il nuovo (che ti attrae)? 

Quale pillola scegli? La rossa….o la blu????👇

Nel prossimo articolo vedremo come destreggiarci nel balletto delle emozioni che ci tengono in ballo (in modo a volte sfiancante) nel limbo della scelta.

Fai la scelta giusta e aspetta il prossimo articolo!

To be continued…

Se l’articolo ti è piaciuto e credi possa essere di interesse e utile per chi conosci, condividilo pure e mi aiuterai a diffonderlo. Grazie!


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  1. Dizionario Treccani online.
  2. Conflitto s. m. [dal lat. conflictus -us «urto, scontro», der. di confligĕre «confliggere»].b. In psicologia,
    c. psichico, stato di tensione e di squilibrio in cui l’individuo viene a trovarsi quando è sottoposto alla pressione di tendenze, bisogni e motivazioni fra loro contrastanti. [dizionario Treccani online].
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