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Dire di No. Molte volte vorremmo pronunciare questa parolina magica a richieste che vanno oltre le nostre possibilità o volontà, a inviti che non vorremmo mai accettare, a proposte che non ci convincono del tutto. Ma, invece, diciamo sì. Sì che non sono sinceri né convinti. Facendo così ci infiliamo in un vortice di impegni e responsabilità che ci distolgono dai nostri obiettivi e valori. Impariamo quindi a dire di "No", quando è necessario.
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Chiedere scusa. In alcune situazioni si rivela la scelta sbagliata che, invece di risolvere la situazione, la peggiora. Vediamo quali sono e come comportarsi altrimenti.
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scusa
Chiedere scusa. Una delle parole più semplici che però creano tanto trambusto. In chi la dice (o non la dice) e in chi la riceve (o non la riceve). Ma quando è bene chiedere scusa? E come farlo nel modo più efficace e convincente?
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Gestire il cambiamento a livello aziendale, con il team, il gruppo di lavoro richiede una leadership chiara e motivante, per fronteggiare le resistenze al cambiamento che possono molto spesso far fallire il processo di crescita e modifica desiderato e pianificato. Uno strumento utile da usare e tenere presente è la curva del cambiamento, per gestire al meglio il processo nelle diverse fasi.
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Nei dialoghi fra personaggi/attori è fondamentale l’ascolto e l’apertura all’altro per rendere credibile la scena. Proprio come nelle relazioni un ascolto attivo è necessario per permettere una comunicazione efficace e instaurare rapporti veri e sinceri. “ Continua la “saga” dei post ispirati al laboratorio sulla recitazione di fronte alla macchina da presa – tenuto dal regista Dominick Tambasco a Il Lavoratorio a Firenze. Nei precedenti articoli abbiamo visto il paradosso dell’autenticità e della finzione nella recitazione e soprattutto nel cinema come riflessione sull’autenticità nella vita reale (Ciak ep.1 – Il paradosso dell’autenticità), l’entità indipendente delle singole scene che poi compongono...
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Le inquadrature oggettive e soggettive, lo sguardo nella ripresa cinematografica come esemplificazione dei punti di vista nelle relazioni personali, soggettivi e “di parte” che richiedono una buona dose di empatia e apertura all’altro per poter avvicinarsi ad essere più oggettivi. Il laboratorio sulla recitazione di fronte alla macchina da presa – tenuto dal regista Dominick Tambasco a Il Lavoratorio a Firenze- ha solleticato in me varie riflessioni. Nei precedenti articoli è stato il turno di una riflessione globale e concettuale del paradosso dell’autenticità e della finzione nella recitazione e soprattutto nel cinema come riflessione sull’autenticità nella vita reale (Ciak ep.1...
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